Wednesday, September 02, 2009

Difendiamo la Paolo Grassi!

Come ex allievo aderisco e sostengo la protesta contro il sollevamento di Maurizio Schmidt dall'incarico di direttore della Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano.

Allego di seguito l'ultimo comunicato degli studenti della scuola.



Cari tutt*,
in seguito agli incontri tenutisi in questi giorni a scuola e in linea con le posizioni espresse dal comunicato stampa del 23 luglio sottoscritto da tutti noi e da importanti personalità del teatro, vi comunichiamo gli appuntamenti per le prossime azioni .

Sottolineiamo l’importanza della presenza massiccia di tutti quanti, ne va dell’autonomia della nostra scuola, della qualità della nostra formazione e della credibilità della nostra protesta.

Per dare visibilità ai nostri problemi e per ottenere l’appoggio della pubblica opinione, dei media e di tutti i fruitori del teatro, e per ottenere una partecipazione seria e informata della cittadinanza alla manifestazione del 7 settembre, abbiamo deciso di intraprendere le seguenti azioni:


4 SETTEMBRE: appuntamento ore 19,30 davanti alla Scala, per la prima serata del festival MITO a Milano.
Si distribuiranno volantini per spiegare la situazione e invitare a partecipare ai presidi del 7 e alle serate che si terranno successivamente a scuola.

6 SETTEMBRE: appuntamento ore 19,30 davanti al Piccolo Teatro, in occasione di due anteprime assolute al Teatro Studio. Stesse finalità informative e di coinvolgimento.

7 SETTEMBRE: PRESIDIO ARTISTICO
9,30 Concentramento in P.zza XXIV Maggio, presso il circolo Lato B e spostamento autorizzato.
10,00 Presidio artistico davanti alla Fondazione SCM in via Alzaia Naviglio Grande, 20, per consegnare il programma e la ricandidatura di Maurizio Schmidt.
12,00 Presidio artistico davanti a Palazzo Marino, sede del comune di Milano.
13,30 Scioglimento del presidio e rientro a scuola per preparare l’evento della sera stessa.

Durante tutta la manifestazione e negli spostamenti coinvolgeremo più cittadini possibili, consegnando loro volantini e invitandoli nella nostra scuola, che aprirà le porte a tutta Milano nelle serate a venire.

ABBIAMO BISOGNO DELLA PARTECIPAZIONE DI TUTTI E SUBITO!
PORTATE AMICI, PARENTI, CONOSCENTI, FIDANZATI, AMANTI CHE ABBIANO VOGLIA DI SOSTENERCI.

PIU’ SIAMO MEGLIO E’!!



Comitato degli Studenti Difendiamolapaolograssi

Wednesday, July 08, 2009

G8

G8; Roma, corteo pacifico caricato dalla Guardia di Finanza

Roma, 7 lug. (Apcom) – Volevano solo prendere la metropolitana per raggiungere gli altri manifestanti alla Sapienza. Ma sono stati caricati dalla Guardia di finanza che li ha respinti indietro per centinaia di metri, fino a scatenare una “caccia all’uomo” per le vie del quartiere Testaccio. È la ricostruzione avanzata dagli studenti dell’Onda di Roma, che questa mattina avevano organizzato una manifestazione nei pressi dell’Università Roma3. Il corteo, spiega Valerio del centro sociale Acrobax, è partito dalla facoltà di architettura. Da lì si è mosso verso piazzale della Piramide. “Ci siamo fermati solo qualche minuto a Porta San Paolo, la manifestazione era tranquilla e pacifica, come si può vedere anche dalle foto che sono già circolate sui siti internet dei quotidiani. Quando siamo arrivati nel piazzale della Piramide, ci siamo mossi verso l’ingresso della stazione della metropolitana. La Guardia di finanza, però, ci ha preceduto bloccando gli ingressi, dopo di che ci ha caricato. A quel punto ci siamo spostati dall’altra parte della piazza, ma i militari ci hanno caricato di nuovo. Fino a quel momento il corteo era stato assolutamente pacifico. Nessun lancio di oggetti, nessun danneggiamento, solo qualche coro. È stato solo al ritorno, mentre scappavamo di nuovo verso la facoltà di architettura, che qualche cassonetto è stato rovesciato. La Finanza ci ha inseguito con le camionette sin dentro il quartiere di Testaccio, dove ci ha caricato almeno altre tre volte”. “E’ stato lì – aggiunge un altro manifestante – che è scattata la caccia all’uomo. Agenti, sia in borghese che in divisa, ci hanno inseguito fin dentro bar e locali, qualcuno si è rifugiato anche nella casa di qualche residente che ci ha aiutato. Ho visto anche qualcuno preso al volo dai finanzieri che passavano con la camionetta e che si sporgevano dal portellone per bloccarlo mentre correva”. “Dei 35 fermi di questa mattina – spiega Valerio – non sappiamo ora quanti saranno convalidati in arresto. Gli avvocati per adesso ci dicono che tutto può succedere. Può darsi nessuno – conclude – può darsi tutti”. Al momento, risultano 10 gli arresti convalidati.

http://forumambientalista.wordpress.com/2009/07/07/g8-roma-corteo-pacifico-caricato-dalla-gdf/

Appello Importante

Al Presidente della Repubblica On. Dr. Giorgio Napolitano

Signor Presidente,il 23 giugno 2009, nella centrale piazza Bellini a Napoli, una studentessa di 26 anni, Maria Luisa Mazzarella , nella circostanza di trovarsi a difendere un proprio amico omosessuale dalle offese e dalle violenze fisiche per opera di un gruppo di coetanei, è stata lei stessa oggetto di un duro atto di violenza verbale e fisica che le ha procurato lesioni su tutto il corpo e l’ha esposta al rischio di perdere addirittura un occhio.In un contesto sociale in cui si moltiplicano gli atti di violenza dettati dall’odio nei confronti di cittadini con un differente orientamento sessuale e che spesso si consumano nell’indifferenza generale di coloro che vi assistono, il gesto di Maria Luisa assume un innegabile valore non solo simbolico. Ci permettiamo pertanto di chiederLe di valutare la possibilità di concedere a Maria Luisa la medaglia al valor civile per aver messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba.Confidiamo nella Sua sensibilità in modo che Maria Luisa possa vedersi conferita la massima onorificenza della Repubblica.Cordialmente,i cittadini di seguito firmatari.
Per firmare cliccare al link
http://www.gay.it/unamedagliapermarialuisa/

Wednesday, May 27, 2009

Recensione di Versione 2.0

Versione 2.0 – 31 tragedie contemporanee
Marco Di Stefano
Edizioni Tespi, Roma, 2008

Un bigino di miti in versi? Un catalogo di personaggi sbalzati fuori dalle pagine di una letteratura greca e riproposti in chiave moderna, sotto una luce che li renda più accattivanti, o piuttosto li trasformi in abitanti di un mondo familiare al lettore?
Nessuna di queste definizioni ricostruisce appieno l’operazione poetica al centro di “Versione 2.0 – 31 tragedie contemporanee” (Tespi, 2008), la seconda raccolta in versi di Marco Di Stefano, classe 1981 e un diploma alla scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Di Stefano, che oggi insegna drammaturgia e regia nei laboratori del Dams di Torino, è anche assistente di Renato Sarti presso il Teatro della Cooperativa a Milano.
Il suo esordio letterario risale a tre anni fa con un volume di Haiku “Sessanta lame all’ora - Analisi in forma di Haiku” (Il filo, 2006). Focus della riflessione, la modernità e le sue storture, che vanno di pari passo con quelle dell’anima. Perché mentre «Anche quest’alba / la Palestina brucia / in technicolor», «Venticinque anni / colano come cera / dal davanzale». E così il gioco di indagine del fuori si scambia con l’osservazione del dentro, il visto in esteriore si alterna al vissuto interiore. È allora che emergono scenari metropolitani come interrotti, «anelli che non tengono» di montaliana memoria, si aprono su close up in soggettiva disarmante: «Anni passati / davanti a microsoft word / la cute secca».
Con la stessa forza si intrecciano i tre fili che stanno dietro le composizioni di Versione 2.0: il mito, la contemporaneità e l’interiorità. In disordinato ordine di apparizione, come fosse la confusa scaletta di un programma televisivo da improvvisare in diretta, fanno capolino, pagina dopo pagina, i volti noti della tragedia greca. Siamo al provino per un reality show: Agamennone, Oreste, Ecuba, Elettra e gli altri entrano in sala di registrazione, guardano in camera e vomitano la loro storia, mimandola e riproducendola in un alternarsi di registri, alto e basso, aulico e volgare. Si dimenano, si giustificano, semplicemente agiscono, violentemente urlano la loro verità. Oppure capita che tentino, disarmati, a spiegare perché il mito ha voluto per loro quel destino.
Ma tutto questo è a un passo prima della scrittura. Un astuto montaggio rielabora e ricuce le storie e le ossessioni dei protagonisti. Il risultato sono tanti mini-copioni che il regista-autore mette in scena sulla pagina, con potenza inedita, davanti al lettore-spettatore.
E i personaggi del mito, in questo passaggio, mutano e si svelano nella loro nuova identità-interiorità.
Così Elena la si incontra in metropolitana, e il lettore, con gli occhi di Paride, la guarda come la guardano due giovani con le cuffie dell’Ipod vestiti Dolce&Gabbana. E lei, tanto bella da far interferenza con gli scambi dei binari, timida, legge un libro che tiene sulle ginocchia, senza sapere che quelli «possono scatenare una guerra pur di averti».
Arriva poi in scena Antigone, ragazza di 18 anni con l’orecchino al naso e i jeans a vita bassa. Nella litania, quasi una danza in parole, che le viene dedicata, è tratteggiata una donna-bambina tanto inesperta del mondo quanto ardita da sfidarne le leggi non scritte, divine o umane non importa. Nella prima scena è accoccolata tra i mobili dell’Ikea a leggere No logo di Naomi Klein, poi la si vede infervorata tra le strade di Genova a gridare con i no global.
Decostruiti e riassemblati in questa nuova parte, i personaggi del mito sono ora attori inesperti. Banali e deboli, forse, ma di una debolezza che turba perché la si riconosce come universale e particolare insieme, che appartiene alla dimensione della tragedia come a quella della quotidianità.
E così, nella vicenda di Medea, «La nutrice è un personaggio inutile / se la storia è incisa sul corpo dei due amanti», mentre l’autore sta come Filottete, con la ferita aperta, a guardare i compagni che se ne vanno e lo abbandonano. Come è stata abbandonata Andromaca, che nel suo personale reality show interpreta il ruolo di spettatrice solitaria mentre a recitare, nella vita come su un palco, è il pubblico-massa di maschere mute, in un componimento metateatrale tra i più originali della raccolta.

Francesca Gambarini
(recensione apparsa sul numero 9 di Stratagemmi - Prospettive Teatrali, Pontremoli Editore, Milno, aprile 2009)

Tuesday, May 12, 2009

Toys a RIgenerazione - domenica 17 maggio

Previsioni + RIgenerazione
Nuove esperienze teatrali in scena tra Milano e il Piemonte

Il progetto milanese Previsioni e quello piemontese Rigenerazione uniscono le forze per promuovere e far conoscere le giovani compagnie teatrali che si sono particolarmente distinte nell’ambito delle due selezioni.
Il 17, 20 e 21 maggio le tre compagnie selezionate da Previsioni saranno in scena a Biella mentre nel mese di luglio le compagnie selezionate da Rigenerazione saranno in scena a Milano nell’ambito del Festival Arlecchino nelle città.



La Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e la Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte si sono interrogate, in consonanza con la loro vocazione, sulla necessità di dare spazi e possibilità di produzione e visibilità alle giovani compagnie emergenti in modo costante e sistematico.
Previsioni e Rigenerazione sono le risposte che queste due realtà hanno messo in campo.
Valore aggiunto ai due progetti è la collaborazione nata tra le due realtà che permette alle compagnie selezionate di travalicare i confini regionali andando in scena in contesti importanti e differenti da quello di appartenenza.
Il progetto di collaborazione tra le due realtà si declina in due momenti di ospitalità reciproca:
Nel mese di maggio 2009 le compagnie selezionate nell’edizione 2008 di Previsioni saranno in scena a Biella nel corso della rassegna di RIgenerazione.
Domenica 17 maggio la compagnia Crolloprospettico sarà in scena con TOYS Studio per una Salomè mutilata, spettacolo in cui, accompagnati dal sociologo Zygmunt Bauman, si intraprende un percorso di ri-scoperta dell’amore all’interno della società del consumo.
Mercoledì 20 maggio la compagnia Macelleria Ettore porterà a Biella lo spettacolo La porta Aperta, piccola tragedia familiare. Un’indagine ironica e spietata sul processo di creazione della propria identità. Uno spettacolo per dire che Il bello di una famiglia è di saperla lasciare.
Giovedì 21 maggio è la volta di Malabobora con P.A.C.S. (Pamela. Alberto. Chiara. Stafano.): Qual è il significato della promessa di matrimonio? La famiglia tradizionale non sempre funziona, per chi non ne condivide il modello o se ne trova obbligatoriamente al di fuori, esiste un riconoscimento del diritto alla differenza e soprattutto a non restare soli?

Quest’estate saranno invece le compagnie piemontesi ad essere ospitate a Milano presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, all’interno del Festival/laboratorio che si terrà da martedì 7 a venerdì 17 luglio.
Previsioni – giovani proposte per la scena milanese
Previsioni è un progetto artistico e formativo. Ha come finalità l’accompagnamento dei giovani diplomati della Scuola Paolo Grassi, dell’Accademia Internazionale della Musica e della Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media verso la professione, offrendo al pubblico e al sistema teatrale, musicale e cinematografico milanese un osservatorio sulle fantasie creative delle ultime generazioni.
L’edizione 2009, il cui bando si è chiuso il 20 aprile, vedrà l’esibizione delle compagnie selezionate in 6 teatri milanesi nel mese di settembre.
Previsioni - giovani proposte per la scena milanese è un progetto ideato dalla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, in collaborazione con il
Comune di Milano - Settore Spettacolo e con CRT, Sala Fontana, Teatro Litta, Teatro Out Off, Teatro Ringhiera e Teatro Verdi e con il sostegno della Fondazione Cariplo.

Rigenerazione
Dal 14 al 31 maggio si svolge tra Biella, Vigone (To) e Chiaverano (To) l’edizione 2009 di Rigenerazione.
Tre le compagnie piemontesi selezionate:
Tecnologia filosofica presenta Gymnasium, spettacolo di teatro-danza che indaga il pianeta giovanile nelle trasformazioni dell’età adolescenziale; Compagnia Torcigatti porta in scena lo spettacolo Troppa Polvere su Marte, che narra in modo surreale e curioso la vita di Ingvar Kamprad, fondatore di IKEA; Piccola Compagnia della Magnolia propone Hamm-let - Studio sulla Voracità, elaborazione drammaturgica basata su Hamlet di William Shakespeare e HamletMachine di Muller.
A dispetto delle tante preoccupazioni sulla mancanza di mezzi e prospettive, il Circuito Teatrale del Piemonte si impegna con questa iniziativa a continuare a credere nel futuro e nella giovane creatività che di questo futuro è espressione lampante.
RIgenerazione è un progetto ideato dalla Città di Torino, Vice Direzione Generale Gabinetto del Sindaco e Servizi Culturali - Settore Eventi Culturali, dalla Fondazione Teatro Stabile di Torino e dal Sistema Teatro Torino in collaborazione con la Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte e con AGIS (Associazione generale Italiana dello Spettacolo).
Un ringraziamento doveroso per la realizzazione di quest’appuntamento va inoltre alle seguenti istituzioni locali: l’Associazione Il Mercato dei Sogni/Festival delle Cantinelle e Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva Stalker Teatro, il progetto Morenica – Cantiere Canavesano Residenza Multidisciplinare, l’associazione Dunamis, il Comune di Chiaverano e il Comune di Vigone.

Arlecchino nelle città
Festival - laboratorio giunto quest’anno alla seconda edizione che si terrà dal 7 al 17 luglio presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano.

Wednesday, March 04, 2009

8 marzo





Resistere per esistere
-
le donne e la Costituzione della Repubblica Italiana

ne parliamo con
Onorina Pesce  - Partigiana, vice presidente dell' A.N.P.I. provinciale
e
Benedetta Liberali  - Università degli Studi di Milano

Domenica 8 Marzo 2009 - ore 15
Salone di Via P. Mascagni, 6 - Milano

a seguire letture recitate da Sara Urban e Milvis Lopez Homen

a cura di Renato Sarti - Teatro della Cooperativa
con la collaborazione di Marco Di Stefano e Riccardo Pippa

e...un piacevole brindisi!

Wednesday, February 11, 2009

Previsioni. Intervista a Marisa Villa

Previsioni per un nuovo teatro: quando il testo nasce sulla scena.
Intervista a Marisa Villa

di Maddalena Giovannelli


Renato Palazzi, in occasione dei venticinque anni del supplemento
domenicale del “Sole 24 ore” (30 nov. 2008), ha osservato
come il teatro dell’ultimo quarto di secolo abbia visto emergere,
in luogo di poche personalità o realtà produttive di spicco, una
molteplicità di proposte che in molti casi riescono effettivamente
a incidere. Non solo: c’è stato, secondo Palazzi, un autentico
ricambio generazionale, “grazie al quale formazioni giovani o
giovanissime accedono senza problemi alle più importanti ribalte
nazionali”.
Se questo è vero, la Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi ha
colto nel segno presentando, all’inizio dell’estate 2008, Previsioni.
Giovani proposte per la scena milanese con il contributo dell’Assessorato
alla cultura del Comune di Milano. Il progetto si definisce
“osservatorio sulle fantasie teatrali delle ultime generazioni” ed è
stato elaborato con l’obiettivo di creare occasioni per lo sviluppo
di nuove proposte artistiche e contribuire a una “qualificazione”
del ricambio generazionale.
La scuola ha emesso un bando per la presentazione di testi
teatrali completi con scadenza a fine giugno 2008. Pochi i vincoli:
che nel gruppo fossero presenti ex allievi della scuola, che i
progetti avessero alle spalle una società in grado di farsi carico
delle incombenze amministrative e fiscali, che lo spettacolo non
fosse già stato presentato a Milano.
Fra le 18 proposte pervenute, ne sono state selezionate sei: ai
vincitori, oltre a mille euro di contributo per le spese di
produzione, la possibilità di venire ospitati da uno tra i principali
teatri di innovazione milanesi. Hanno dunque aderito all’iniziativa:
Teatro Sala Fontana, Teatro Litta, Teatro Verdi, Teatro
Ringhiera, CRT Teatro dell’Arte, TeatroLaCucina (ex Paolo Pini).
È stata poi creata una commissione preposta alla selezione dei
partecipanti, commissione dove figuravano – senza che la
direzione artistica della Paolo Grassi influisse direttamente – un
rappresentante del Comune di Milano e uno per ciascun teatro.
Vediamo in sintesi i progetti scelti. In Ameleto dei Porselli, testo e
regia di Riccardo Festa, il principe di Danimarca si tormenta su
questioni di successione riguardo un allevamento di maiali. I
Fratelli Martirio, regia di Fulvio Vanacore per un testo di Gianluca
De Col, racconta di una badante ucraina appassionata di gialli che
diventa investigatrice. Sabato Sera (dalla provincia con amore) è un
“viaggio al termine della notte” di una serata come tante,
raccontato dal testo e dalla regia di Paolo Faroni. Toys – regia e
drammaturgia di Marco Di Stefano, coreografie di Francesca
Romano – è uno studio di teatro-danza su schizofrenie e
ossessioni della società contemporanea, mentre in P.A.C.S. di
Giulia Donelli, regia di Laura Casati, quattro amici attendono la
fine di un interminabile pranzo nuziale, in un progressivo ed
estenuante esaurirsi delle frasi di circostanza. La porta aperta.
Piccola tragedia familiare è invece l’esito di una scrittura scenica di
gruppo a partire da Le muse orfane di Bouchard.
I ‘fili rossi’ che attraversano questo cartellone di nuove proposte
sono molteplici. Primo e più evidente, il ricorrere di drammaturgie
originali: solo in due casi, infatti, si fa esplicito riferimento a
un testo già noto, che rimane comunque solo un punto di
partenza da riadattare e capovolgere; negli altri quattro casi la
drammaturgia è totalmente inedita. Merita poi una lettura attenta
la scheda tecnica degli spettacoli: la distribuzione delle
competenze appare fluida e rivela duttilità e capacità di
interazione. Non di rado lo stesso nome compare a diverso titolo
o risulta difficile risalire a una sola firma o a un solo ideatore del
progetto: i lavori appaiono più che altro come l’esito dell’impegno
di un’equipe dove ognuno mette a disposizione la propria
esperienza.
Qualche esempio. Sabato Sera è tratto da un testo di Paolo Faroni;
lo stesso Faroni firma, con Massimo Canepa, regia e drammaturgia;
per la drammaturgia compare un terzo nome, Roberto
Laurieri, che torna, ancora insieme a Faroni, nel cast degli attori.
L’autrice di P.A.C.S. è Giulia Donelli, ma l’idea di partenza è di
Laura Casati, anche regista, e di Alessandro Mercurio, che
compare come attore. In Toys si ha la compresenza di una
coreografa, Francesca Romano, e di un regista-drammaturgo,
Marco Di Stefano. “Io e Francesca abbiamo cominciato a lavorare
insieme sin dalla Paolo Grassi e ora abbiamo una collaborazione
stabile”, ricorda Marco. “Per Toys siamo partiti da un’idea: ci
interessava parlare dell’amore nella società contemporanea, di
come venga frainteso o mercificato. A quel punto io ho cominciato
a creare una drammaturgia che coinvolgesse tre danzatori e
un attore: sulla base di quelle indicazioni, Francesca ha messo a
punto le coreografie. Ma è chiaro che il mio lavoro di stesura è
stato influenzato da lei: mentre scrivevo, le mandavo via via il
testo, e lo modificavo sulla base dei suoi suggerimenti. Anche nel
lavoro di regia complessiva ho sviluppato spunti di Francesca,
così come lei nella messa a punto coreografica ha tenuto conto
dei miei.”
Il caso forse più significativo di collaborazione, scambio di
competenze, elasticità dei ruoli è La porta aperta, scrittura scenica a
dieci mani. “Siamo partiti dal testo di Bouchard”, racconta
Carmen Giordano, che ha curato montaggio e regia: “Però
abbiamo immaginato i personaggi vent’anni prima del momento
narrato dall’originale. Sulla base di questo abbiamo lavorato a
lungo sulle improvvisazioni: io davo, per così dire, dei compiti
scena per scena, chiedevo agli attori di improvvisare di volta in
volta su un particolare aspetto del testo che ci aveva colpito e poi,
solo in un secondo momento, ho lavorato sul montaggio. Alla
prima sono andati in scena quegli stessi che avevano lavorato alla
scrittura: poi però, in vista di Previsioni, abbiamo fatto un passo
indietro e deciso di lasciare spazio ad attori che lavorassero
‘vergini’ sul testo. Inevitabilmente la scrittura è stata influenzata
dai nuovi ingressi: così siamo arrivati al testo definitivo”.
Previsioni è stato promosso dal “Settore progetti speciali” della
Scuola: sotto la supervisione di Mimma Gallina, Marisa Villa – a
sua volta ex allieva del Corso di organizzazione – si è occupata
dell’iniziativa.

Un bando per giovani proposte… Come è nata l’idea?
“Abbiamo sviluppato un’intuizione di Antonio Calbi. Lo scopo
era quello di offrire ai nostri ex allievi un canale privilegiato per
accedere ai luoghi teatrali milanesi d’eccellenza. E anche in
qualche modo stimolare la produzione: non è raro che i nostri
ragazzi, dopo essere usciti dalla scuola, per mancanza di
occasioni, lascino in cantiere progetti iniziati o collaborazioni;
invece è importante che si mettano subito alla prova, che
sfruttino i contatti e le conoscenze appena acquisite. Ma anche
che provino l’altra faccia della medaglia: la responsabilità di un
progetto tutto loro. Per questo abbiamo chiesto che si
costituissero legalmente società o associazioni e che i progetti
Previsioni per un nuovo teatro. Intervista a Marisa Villa
fosse depositati; così è successo che alcune compagnie, magari già
esistenti, si sono ufficializzate proprio per questa occasione. E
speriamo che sia di buon auspicio.”

Dunque nel bando non è stato posto alcun vincolo sul testo. Eppure tutti i sei
progetti selezionati presentano drammaturgie originali. Un caso?
“Come hai detto, noi non avevamo posto alcun tipo di vincolo, è
stata la commissione a decidere in questo senso. Non credo ci
fossero preconcetti da questo punto di vista: il dato di fatto è
stato che i progetti più interessanti erano quelli originali.”

Qualcosa questo vorrà dire.
“Senz’altro abbiamo riscontrato tendenze comuni. Hanno
prevalso le drammaturgie originali, con lavori che privilegiavano il
testo: poca scenografia, poca tecnologia, pochi effetti. Questa, in
un certo senso, è una controtendenza rispetto ad alcuni
esperimenti di anni fa. Poi forse i ragazzi hanno intuito che
questo bando rappresentava una possibilità di portare in scena
qualcosa che normalmente un teatro non avrebbe accettato a
scatola chiusa: hanno tirato fuori i loro progetti più complessi, in
un certo senso meno ‘commercializzabili’.”

C’è stato qualche criterio particolare per le selezione?
“Il primo gradino è stato, per così dire, di tipo più tecnico: si è
controllata la stretta aderenza ai termini del bando. Poi la scelta è
avvenuta su criteri unicamente artistici e, in questo senso, non
abbiamo chiesto alla commissione di fornire troppe spiegazioni.
La cosa interessante è che ogni teatro ha scelto il ‘proprio’
spettacolo: quello, cioè, che avrebbe poi ospitato.”

A una rapida lettura del programma, salta all’occhio una strana
distribuzione dei ruoli professionali tradizionali. Idee che portano più di una
firma, progetti che coinvolgono a vario titolo fino a undici persone,
drammaturgie collettive, nomi che tornano con titoli differenti.
“Credo che questo sia esito della formazione della nostra Scuola.
Durante l’anno tutti gli allievi sono abituati a convivere con i
colleghi degli altri corsi: registi con drammaturghi e organizzatori,
coreografi con attori e danzatori. Sono abituati a rivolgersi gli uni
agli altri e a lavorare sul campo, insieme.”

E questo come influenza la produzione drammaturgica?
“I nostri drammaturghi non scrivono sul tavolino, in solitudine.
Sono abituati a lavorare sulla scena, a raccogliere materiale
guardando gli attori, a farsi modificare da loro. In particolare –
quasi solo qui – i coreografi lavorano a stretto contatto con i
drammaturghi: fortunati esperimenti di teatro danza sono nati
proprio dalla possibilità di queste collaborazioni.”

Bilanci dell’iniziativa?
“Ottimi; oltre le nostre stesse aspettative. Il Comune di Milano è
stato molto presente e ci ha dato davvero un grosso sostegno. Poi
si sono creati rapporti molto buoni tra i teatri ospitanti e i
ragazzi… Chissà, magari vedremo qualcuno di loro nei prossimi
cartelloni. Anche il pubblico non è mancato – anche se, devo
dire, un pubblico più che altro di addetti ai lavori: registi,
organizzatori, giornalisti, che venivano a sbirciare in cerca di
qualche talento promettente.”

Insomma, un’esperienza da ripetere?
“Certo. Magari ampliando la collaborazione tra i teatri.”


(tratto dal numero 8 di "Stratagemmi - Prospettive teatrali", ottobre-dicembre 2008, Pontremoli Editore, Milano. Pubblicato per gentile concessione della redazione.)

Sotto tregua - 16 febbraio 2008


“Saresti disposto a dare la tua voce a uno dei tanti bellissimi testi che ci arrivano da Palestina-Israele, e che aiutano a illuminare il presente, a non dimenticare il passato e ad aprire spiragli su un futuro non ripetitivo e meno feroce?”

È con queste parole che, verso la metà di gennaio di quest’anno, abbiamo chiesto ad alcuni dei nostri migliori uomini e donne di teatro di dare vita a un oratorio o corale a più voci sui fatti di Gaza.

L’occupazione ‘invisibile’ che da tre anni ha trasformato la Striscia di Gaza nella più grande prigione a cielo aperto del mondo è inaccettabile. E il massacro di civili palestinesi attuato dal 27 dicembre 2008 e sottratto alla vista di testimoni è troppo doloroso.

Se abbiamo pensato a testi e voci che sappiano uscire dal silenzio e dall’ancor più disturbante chiacchiericcio mediatico, non è per esprimere il nostro lutto o denunciare soltanto, ma per creare insieme un luogo di pensiero e di ascolto, dove la parola riprenda a farsi sentire limpidamente e possa essere raccolta e trasportata altrove, fuori dal buio opaco del tornaconto politico e delle sue inerti frasi fatte.

 

 

Maria Nadotti, Paola Redaelli, Caterina Serra

 

Su Eluana Englaro. Poi basta.

http://www.carmillaonline.com/archives/2009/02/002934.html

Allego un link dove trovate un bell'articolo di Giuseppe Genna su Eluana Englaro.
E sulla buffonata governativa alla quale abbiamo assistito in questi giorni.
Come al solito sono stati più importanti i giochi di potere che il rispetto e il dolore di una famiglia.
Eluana se ne è andata, finalmente è libera e non bloccata in una prigione.
Una prigione che nessuno riuscirà a convincermi a chiamare "vita".

Un pensiero particolare va a Silvio Berlusconi, che per l'ennesima volta ha dimostrato di
non tenere ad alcune delle componenti essenziali dell'uomo:
 
- la coscienza (di chi non voleva continuare ad assistere alla tortura ingiustificata di un essere umano)

- la libertà (di Eluana e della sua famiglia di scegliere)

- il libero arbitrio (di Napolitano, che ha rispedito al mittente un decreto legge vergognoso)

Ma che soprattutto ha dimostrato di disprezzare la vita.
Perché chi si permette di dire che Eluana poteva "potenzialmente" procreare può essere solo
una persona priva di qualsiasi sentimento umano
e senza alcuno rispetto per la donna e per ciò che rappresenta.
Una persona che si permette di usare una storia di dolore per i propri scopi politici.

Vergogna. Ma non solo a Silvio Berlusconi.

Vergogna a tutti i politici che hanno marciato su una persona indifesa.
Vergogna a chi ha accusato Beppino Englaro di essere un assassino
Vergogna a chi ha anteposto l'ideologia (o la fede, che dir si voglia) alla pietà umana.

Alla fine di questa "brutta" storia rimane solo un profondo senso di disgusto.
Ma anche il sollievo per la fine della tortura di Eluana.

Marco

Wednesday, January 28, 2009

Appello per il Conchetta!

Pubblico di seguito l'appello ufficiale per riaprire Cox 18.


Lo sgombero del Conchetta è l’ultimo segnale dell’insensibilità sociale e culturale di chi governa Milano. È l’ultimo atto dell’ottusa catena di scelte che stanno rendendo irriconoscibile il volto della nostra città.

         A colpi di sgomberi e atti di forza, si stanno distruggendo tutti i luoghi della cultura, della memoria e della socialità, senza proporre qualcosa di nuovo, ma lasciando sul terreno soltanto macerie.

         Si sta procedendo sulla strada dell’omologazione, con il chiaro obiettivo di costruire una città in cui siano assenti le diversità,  il dialogo e le culture. Una città in cui gli unici divieti assenti sono contro i poteri forti e la loro onnivora spinta a divorare fino all’ultimo centimetro di territorio.

          Mettere a tacere le voci critiche eliminando i luoghi della socializzazione e della cultura alternativa, non è che un tassello di questo progetto di società disgregata, formata da tanti individui senza relazioni.

         A rischio non sono solo gli spazi sociali autogestiti. Ogni angolo della città è infatti sottoposto al medesimo processo di omologazione e di mercificazione della vita, dei diritti e dei bisogni. In primo luogo le periferie, nell’agenda degli amministratori esclusivamente per nuove speculazioni o per rinnovate politiche securitarie. Lo stesso centro storico da tribuna delle idee e di incontro è stato progressivamente trasformato in luogo destinato solo al consumo opulento, a vetrina infiocchettata della moda, impermeabile alla vita reale della metropoli.

         È questa la Milano che vogliamo? Vogliamo aspettare che anche l’ultimo filo d’erba ci venga strappato da sotto i piedi o pensiamo di dover reagire? 

         Un editorialista del Manifesto chiedeva “Milano da che parte sta?”. Noi rispondiamo che la grande mobilitazione antirazzista per Abba e lo straordinario corteo di sabato, hanno mostrato che in questa città esistono energie, forze vive, spiriti liberi che ancora non si rassegnano al velo oscurantista che punta a cancellare cultura e umanità.

         La sinistra non può attendere oltre, divisa tra generosità impotente o timidezze. La sinistra, in tutte le sue articolazioni può e deve impegnarsi in una grande battaglia per la libertà e la democrazia. Deve incontrarsi subito per avviare una grande iniziativa unitaria e una battaglia culturale e di civiltà.

Noi siamo pronti.