Wednesday, November 19, 2008

Where the wild roses grow

Wednesday, November 12, 2008


Falene al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli

recensione di Anita Curci

Al Nuovo teatro Nuovo di Napoli la sezione ‘Nuove Sensibilità’ apre il sipario con un tributo a Virginia Stephen Woolf , attraverso un riesame del romanzo ‘Le Onde’.‘Falene’ è il titolo dello spettacolo pensato e scritto da Marco Di Stefano, diretto da Carlotta Origoni.
Qui l’opera della scrittrice britannica, già di per sé strutturata sotto forma di dialoghi introspettivi, viene letteralmente presa in prestito e riorganizzata secondo moderni schemi teatrali, riuscendo perfettamente a soddisfare le esigenze e le dinamiche della performance d’innovazione.Il tema di ‘Falene’ lo indoviniamo leggendo ‘Le Onde’ e non solo: Virginia Woolf è un libro aperto di sensibilità e sperimentazione verso la coscienza umana e la ricerca interiore. Nulla di ermetico.Tutto sta nel cogliere il senso di quel quesito che ci tiene avvinghiati alla vita sino alla fine. Questa vita che è come le onde, ci culla e ci conduce verso lidi ignoti: ‘La vita è solida o fuggevole?’, ecco la domanda della scrittrice, e il leit motiv che penetra i sei personaggi in scena, quando ripercorrono il sentimento e l'indagine inconscia della Woolf.

Bernard, Susan, Rhoda, Neville, Jinny e Louis sono gli elementi che costruiscono e costituiscono questa storia semplice eppure complessa. Dai soliloqui emerge la realtà di una solitudine offuscata dall’illusione che l’ego possa risolvere ogni cosa al momento opportuno, affiora la certezza del tempo che scorre, si manifesta l’ineluttabilità del destino che, ad un certo punto, non concede più spazio ai miraggi dell’anima. E tutto diventa sofferta reminiscenza.E’ attraverso queste sei personalità che palpiamo la figura di Percival il quale, seppur non compare mai sul palco, e nemmeno nel romanzo, non si rivela un’entità secondaria anzi, spesso è proprio il suo influsso a fare da collegamento, da filo conduttore per tutti gli altri.
La morte di Percival traccia un solco tra un prima e un dopo. Il prima è l’adolescenza, la strada verso la maturità vera; il dopo è la consapevolezza della crescita, costellata di riflessioni ed autoanalisi.L’intento della Woolf era quello di ritmare il flusso della coscienza, della profondità, dell’ondeggiare del tempo, e lo ha fatto in forma letteraria. Al Nuovo Teatro Nuovo questo scopo è stato pienamente conseguito non soltanto attraverso dialoghi, ingranaggi e impostazioni propri del teatro d’avanguardia, ma anche per l’impostazione di una scenografia fluente assieme ai personaggi e ai contenuti, e attraverso la scelta di una musica suggestiva e meritevole di nota. Altra menzione di lode va agli attori, dei veri talenti. [....]

Recensione di Anita Curci.

Potete leggerla in versione integrale su http://www.teatro.org/