Wednesday, February 11, 2009

Sotto tregua - 16 febbraio 2008


“Saresti disposto a dare la tua voce a uno dei tanti bellissimi testi che ci arrivano da Palestina-Israele, e che aiutano a illuminare il presente, a non dimenticare il passato e ad aprire spiragli su un futuro non ripetitivo e meno feroce?”

È con queste parole che, verso la metà di gennaio di quest’anno, abbiamo chiesto ad alcuni dei nostri migliori uomini e donne di teatro di dare vita a un oratorio o corale a più voci sui fatti di Gaza.

L’occupazione ‘invisibile’ che da tre anni ha trasformato la Striscia di Gaza nella più grande prigione a cielo aperto del mondo è inaccettabile. E il massacro di civili palestinesi attuato dal 27 dicembre 2008 e sottratto alla vista di testimoni è troppo doloroso.

Se abbiamo pensato a testi e voci che sappiano uscire dal silenzio e dall’ancor più disturbante chiacchiericcio mediatico, non è per esprimere il nostro lutto o denunciare soltanto, ma per creare insieme un luogo di pensiero e di ascolto, dove la parola riprenda a farsi sentire limpidamente e possa essere raccolta e trasportata altrove, fuori dal buio opaco del tornaconto politico e delle sue inerti frasi fatte.

 

 

Maria Nadotti, Paola Redaelli, Caterina Serra

 

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